Eventi

Eventi18 febbraio 2011
Incaricato dall’Ambasciata Argentina
organizza uno spettacolo di tango a Milano
presso l’antico palazzo della Posteria con l’orquestra Minimal flores del Alma
la cantante Paola Fernandez dell’Erba e cinque coppie di ballerini
Alla serata saranno presenti l’Ambasciatore e Console di Milano e vari Ministri Italiani e Argentini del Turismo.
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19-20 febbraio 2011
Rocco Tremoglie e la sua partner Susanna Bagnato rappresenteranno
il tango argentino al “Bit” la Borsa Internazionale del Turismo
di Rho una tra le più importanti fiere del turismo al mondo

Tango Argentino

foto con L’Ambasciatore Argentino di Milano Gustavo Moreno e la mia Assistente Maddalena Rossi al Palazzo dei Congressi del Festival LatinoAmericando di Assago Milano. ( foto di Mimmo Cerminara)

 

Rocco Tremoglie

Tango per vivere. Tango antimalinconia.

Tango da comunicare, per accendere la vita della gente di musica e passione.

 

Rocco Tremoglie insegna e balla tango, milonga e vals a Milano e Pavia

 

Quando è scoppiato il tuo amore per il tango?

«Tutto è iniziato circa 18 anni fa. Un amico corregionale mi invitò a una lezione di tango, presso il suo locale di Pavia. L’insegnante era di Milano. Rimasi affascinato. Sentivo che quel ballo mi apparteneva. Ballavo da circa 5 anni i balli caraibici. Ma il tango era completamente diverso. Non era solo un ballo. Lo sentivo nella pancia. La musica, l’abbraccio, gli occhi chiusi, l’improvvisazione, il piacere di ascoltarsi col corpo. Ho provato un altro maestro di Milano dallo stile abbracciato e lo preferii al primo, che insegnava uno stile aperto. Frequentai il corso con lo stesso insegnante per circa tre anni, dopo ne cercai altri per imparare tecniche e dinamiche per creare un mio stile. Dopo un paio di anni sentivo il bisogno di insegnarlo. Già insegnavo da qualche anno i balli caraibici. Provai a insegnare tango gratuitamente, a dei soci presso un circolo privato di Pavia. Fui orgoglioso, quando li vidi abbracciarsi e condividere il fascino di questa musica».

Dall’innamoramento alla dipendenza?

«In effetti, mi chiedevo perchè non potevo più farne a meno. Sentivo il bisogno di tornare in quel luogo a ballare o insegnare per ritrovare l’armonia che mi dava sollievo e mi rendeva libero. Per me è come trovare l’isola che non c’è. Forse era proprio quello. Mi mancava la mia isola, la Sicilia. Quando abbracciavo una donna, era come se le emozioni mi esplodessero dentro: il ricordo della mia terra».

Tango come nostalgia, quindi?

 

«Sì. Da ragazzino, a 17 anni, partii per lavorare come cameriere in un ristorante in Germania. Dopo più di un anno tornai per fare il servizio militare e dopo ripartii per Vicenza, per fare il corso in Polizia. Da allora non rientrai più nella mia terra. Un abbandono che subii e mi trascinai fino a quando non ritrovai sollievo con il tango.

Questo ballo mi appartiene. È nostalgia. La stessa che lega alle note del tango gli argentini, il popolo che l’ha creato. Mi riconosco in loro! Anch’io sono stato costretto ad emigrare. Solo chi lascia suo malgrado il proprio luogo di origine mi può capire. Comunque adesso sono riuscito a vivere meglio questa mia nostalgia, passando qualche giorno a Catania, appena posso, a ritrovare i miei vecchi amici d’infanzia».

Dove balli?

 

«Non vado più come prima in milonga a ballare, perchè mi sono creato un mio luogo, dove accolgo tutti gli amici che condividono la mia passione. Infatti da circa tre anni mi occupo della Direzione Artistica e insegno tango, milonga e vals , il giovedì, in un locale, la Maison Espana di Milano. È Milonga, ma anche ristorante. Un luogo molto singolare, in passato era l’antica stazione della posta dove tenevano i cavalli. Al piano superiore, dove c’era il fienile, è stato realizzato il locale, con finiture in legno, caldo e accogliente. Qui porto tutto quello che la storia del tango ci racconta: dalle scarpe da tango ai più importanti musicisti e ballerini al mondo. Non riesco ancora con quello che guadagno a pagarli, quindi se vengono lo fanno o per curiosità, per farsi conoscere o gli amici vengono a sorpresa e solo per piacere, per contribuire a diffondere e condividere la mia passione. Per questo l’ho chiamato “la Casa del Tango”».

Insegni solo alla Maison?

 

«Da oltre cinque anni insegno presso una importante Accademia di Danza a Monza, “Spazio Danza. Adesso è la volta di Pavia! Da quest’anno anche la mia città mi ha dedicato uno spazio attrezzatissimo presso “L’Arte del Movimento”. Una nuova struttura con una location in parquè 120 mq ammortizzato aria climatizzata con specchio circostante, da vera accademia di danza. Ottimo per lo studio del tango, dove tutti i mercoledì accolgo tutti coloro che vogliono iniziare un corso con un programma didattico. Sempre a Pavia, quest’anno sono stato richiesto per insegnare presso il circolo culturale AcquasumArte. Una location singolare, in un vecchio capannone, sistemata con accorgimenti artistici, al piano superiore. Presso questo circolo sto realizzando un laboratorio tango, cui tutti e di tutti i livelli possono partecipare per accrescere la propria conoscenza tecnica, teorica e pratica . È un’ottima occasione per i principianti provenienti da altri corsi, che provano nel resto della serata gli esercizi del programma, e per chi è già esperto e può migliorare il proprio asse e togliere le tensioni muscolari, per rendere il ballo e l’abbraccio sempre più fluido».

Lavori da solo?

«Tuttora mi avvalgo di amici e collaboratori, come Mimmo Cerminara, con cui ho condiviso questa filosofia nelle sue varie forme per circa 15 anni:

Lidia Jaldo Suarez, Marzia Colangelo, Paola Prato, Paola Meacci, Susanna Bagnato, Silvia Messa, Maddalena Rossi, Maria Teresa Falabella, Marco Dozio, Lucia Fichera, Serena Tallarico e Silvia Piacentini e Paola Parani»

 

Hai qualche progetto per il futuro?

«Sì, in realtà ho un sogno nel cassetto, cui sto lavorando già da circa tre anni. Studio musica col pianoforte insieme l’insegnante pavese Daniela Crotti. Il mio progetto è proprio quello di poter suonare questo meraviglioso strumento, per far musica anche da solo. Mi fa sentire libero e e creativo. Appena sarò in pensione, andrò a studiare e approfondire la mia conoscenza musicale a Buenos Aires».

 

E domani?

«Ho un’altro progetto che è in stand-by: recitare.

Ho partecipato come attore non protagonista a due cortometraggi Dal Primo

all’Ultimo Tango e Colpo di Sonno. I corti, sono stati premiati presso la

Mondadori di piazza Duomo a Milano da Corrado Augias come migliori microfilm

noir trasmessi su Sky Cinema.

Ho anche recitato in una pubblicità per un’azienda internazionale di ottica.

Un ruolo comico. Un’esperienza che mi ha divertito. Moltissimo. L’importante

è che anche il pubblico sorrida con me».

 

ha collaborato all’intervista Silvia Messa

 

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